Linee di indirizzo per l’erogazione di attività fisica per la salute

Con la DGR n. 205 del 29/02/2016 “Linee di indirizzo per l’erogazione di attività fisica per la salute: approvazione”, la Regione Umbria, nell’ambito delle attività di coordinamento operativo del progetto 1.3 “Nonni attivi” del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018, ha ritenuto opportuno classificare le varie forme di attività fisica finalizzate alla prevenzione dei danni da sedentarietà presenti nel territorio regionale. Tali attività, che non fanno parte delle attività sanitarie di riabilitazione, sono state suddivise in:

  • attività per la salute (AFS)
  • attività fisica adattata (AFA)
  • attività fisica per la disabilità (AFD)

Per ognuna di tali attività è stata definita la tipologia di esercizi che le caratterizzano, il target di popolazione con i criteri di inclusione/esclusione, le modalità di accesso, le professionalità coinvolte e la durata della presa in carico. Tale delibera da un lato ha fatto chiarezza per i cittadini nel variegato panorama attuale delle varie forme di attività che possono essere loro proposte, e dall’altro ha ridefinito il ruolo del SSR quale promotore e garante della qualità e sicurezza dei percorsi di attività fisica. Nella Regione Umbria l’”AFA per il mal di schiena” è partita nel 2006/2007 nei Distretti della Media Valle del Tevere e del Trasimeno e in quello di Foligno. L’impulso fu dato da alcuni servizi di riabilitazione distrettuali che avevano l’esigenza, per mantenere i risultati della riabilitazione, di inserire certe tipologie di pazienti in programmi di attività fisica strutturata e continuativa e di tipo non riabilitativo. L’organizzazione dei Distretti ed il ruolo dei Comuni, così come quello dei Medici di Medicina Generale, sono stati cruciali nella diffusione e radicazione dell’AFA nel territorio. Gli erogatori (“providers”) dell’AFA sono in Umbria soggetti privati, liberi professionisti o appartenenti ad enti, centri sociali o associazioni che utilizzano palestre o semplici locali di scuole, comuni, parrocchie, associazioni, ecc., applicando tariffe volutamente contenute. Oggi l’AFA è diffusa in molti Distretti dell’Umbria ed ha arruolato molte centinaia di persone. Da indagini effettuate sul campo si è visto che il gradimento di tali attività è sempre risultato molto alto tra gli utenti, con pochi casi di abbandono, spesso dovuti a difficoltà di trasporto. Dal 2009 nel Distretto del Perugino e nel 2011 in quello di Foligno è partito un progetto di AFA “speciale” dedicata alle persone con disabilità moderata-severa come esiti di ictus cerebrale e sclerosi multipla che tuttora è in atto. Successivamente iniziative di AFA per la disabilità (cardiopatici, esiti di mastectomia, ecc.) sono state aperte anche in altri Distretti della Regione in varie forme e modalità. Il presente atto e la DGR n. 205/2016 forniscono indicazioni da applicare su tutto il territorio regionale per organizzare e condurre in modo omogeneo l’Attività Fisica Adattata (AFA) e l’Attività Fisica per la Disabilità (AFD), precisando sia il ruolo e le funzioni svolte in questo ambito dal Servizio Sanitario Regionale che i compiti degli erogatori delle attività (“providers”), soggetti privati che vogliono spontaneamente aderire ai principi esposti in queste linee di indirizzo regionale.

 

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